“C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge.
Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce” (Lc. 2,8-9)
Non nell’ampio bagliore del giorno, non dove tutti gli uomini potrebbero vedere e guardare stupiti per un momento e poi girare sui loro passi e andarsene. No!
Ma nella quiete della NOTTE affinché gli uomini potessero cogliere che il vero significato di questo grande evento, non era quello di essere catturato dall’occhio di tutti, ma dai “semplici”: i pastori.
Il Natale viene per dirti che l’unica cosa che non puoi fare è quella di arrenderti, di mandare tutto all’aria, ma resistere. Perché poi basta una sola, piccola e traballante luce
per ridarti un po’ di fiato.
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A dar luce e speranza al buio della notte ci sono le stelle
Il Natale, una luce che risplende sempre nella storia, in ogni angolo del pianeta e si lega ad un Bambino che nasce in uno sperduto e povero villaggio. Quel Bambino nato a Betlemme, anche nei tempi più bui, riempie i cuori di SPERANZA.
Il Natale porta pace anche dove sembra prevalere la voce delle armi, della violenza.
Non c’è nulla che possa spegnere questa luce.
Lasciamola entrare nel nostro cuore, e tendiamo la mano a chi ha più bisogno. Solo così Dio nascerà nuovamente in noi e in mezzo a noi.
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“Ed ecco la stella che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella essi provarono una grandissima gioia”
Mt. 2,9-10
VEDERE LA STELLA.
È il punto di partenza.
Ma perché, potremmo chiederci, solo i Magi hanno visto la stella?
Forse perché in pochi avevano alzato lo sguardo al cielo.
Spesso, infatti, nella vita ci si accontenta di guardare per terra: bastano la salute, qualche soldo e un po’ di divertimento. E mi domando: noi, sappiamo ancora alzare lo sguardo al cielo???
Sappiamo sognare o ci lasciamo trasportare dalla vita come un ramo secco dal vento?
I Magi non si sono accontentati di vivacchiare, di galleggiare. Hanno intuito che, per vivere davvero, serve una meta alta e perciò bisogna tenere alto lo sguardo.
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Nel cuore di ogni uomo c’è il desiderio di una CASA, una casa propria, che sia solida, nella quale non soltanto si possa tornare con gioia, ma anche con gioia si possa accogliere ogni ospite che viene.
È la nostalgia di una casa nella quale il pane quotidiano sia l’Amore, il perdono, la necessità di comprensione, nella quale la verità sia la sorgente da cui sgorga la pace del cuore.
Questa nostalgia non è che il desiderio di una vita piena, felice, riuscita.
“Chi ascolta la mia Parola è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cade la pioggia, soffia il vento, ma la casa non cade, perché è fondata sulla roccia” (Mt. 7,24-25)
Come costruire questa casa chiamata vita? Sulla roccia. Soltanto così non crollerà.
Costruire sulla roccia vuol dire fondarci su tutti i propri desideri, le attese, i sogni, le ambizioni e tutti i propri progetti.
Ma costruire sulla roccia vuol dire anche essere consapevoli delle contrarietà dei tanti fenomeni naturali che potrebbero ridurre in rovina la felicità dell’uomo.
Casa è luogo del cuore, luogo di Vita!
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Siamo tutti alle prese con i decori natalizi nelle nostre case, la prima domenica di avvento è andata, forse abbiamo anche dedicato un angolo della nostra casa per realizzare un piccolo presepe, forse… magari anche con molta fatica.
In realtà però… il Natale dovremmo sentirlo anche se le decorazioni non sono state ancora sistemate.
L’atmostera natalizia dovremmo respirarla anche se casa nostra fosse quella di tutti i giorni. Anche se le nostre candele dell’Avvento fossero ancora spente.
Il Natale dobbiamo sentirlo perché è dentro di noi che va aspettato.
È dentro che un dolore grande si è fatto per te mangiatoia, è dentro che ho una piccola fiamma pronta a scaldarti.
II Natale va sentito perché dentro siamo pieni di speranza, pieni di attesa, pieni di fiducia, è dentro che prepariamo il posto per Gesù che nasce, per accoglierlo ancora, lasciarci accogliere ancora.
È dentro che il nostro cuore si fa CAPANNA per accogliere l’Amore.
Oggi sistemiamo le decorazioni, domani accenderemo le candele… ma non c’è Natale là fuori, che sia bello come il Natale dentro.
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Guarda i tuoi piedi in questo momento.
Lascia stare quello che stai facendo. Guardali!
Dove sono?
Per strada? Tra il fango? Tra la sabbia del deserto o sabbie mobili che ti portano giù? O forse corrono felici in un prato fiorito? O forse l’andare è un po’ smarrito?
Facci caso.
Fai attenzione a dove metti i tuoi piedi, perché inizia il cammino dei cercatori di Dio.
Si preparano i grandi sognatori, gli inqueti, gli amanti a questo viaggio che conduce all’Amore, quello vero.
Guardali bene però,
più giù,
abbassati ancora.
Scendi.
Fino a sentire la terra sul tuo viso.
Ecco cosa Dio fa per te.
Scende giù, ma proprio più giù, tra quel fango, tra quei granelli,
tra quella polvere, per quella STRADA, in quel disorientamento, per portare proprio li il Suo cielo.
Che sia l’Avvento, il Natale il posto in cui ritroviamo i nostri piedi, i nostri passi, anche se in mezzo ad una tempesta, anche se vaganti in un deserto o esultanti in mezzo ad un prato, fissando gli occhi
su una stella… che porta a Dio.
Buon cammino!
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“Il MUSCHIO…
Ma cosa c’entra il muschio nel nostro presepe?!?!”
Che senso ha?
Ebbene sì. Siamo cercatori di senso. Di essenze, di vie. E per questo che spesso corriamo troppo veloci. É per questo che riempiamo all’infinito gli orari vuoti delle nostre giornate.
Per cercare di capire come incastrarci in questa esistenza e sentirci al nostro posto.
Così riempiamo di parole i silenzi, di lettere e numeri gli spazi.
Boccheggia il nostro cuore alla ricerca di aria paura, accelera la nostra mente alla ricerca di un posto di quiete.
E dove trovare un senso se non tra le pagine della storia d’Amore che Tu, povero Bambino, hai scritto per noi?
Dove trovare un senso se non tra le righe di una Parola che colma i vuoti, che ridona ossigeno, che rallenta la frenesia del battito, che dona pace ai nostri cuori?!
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A te, UOMO E DONNA, che ti stai preparando al Natale…
Tieni il cuore acceso, proteso,
perché le cose del mondo non ti soffochino spegnendo la tua fiamma.
Tieni il cuore sveglio affinché la tristezza non ti faccia cadere nel sonno e tu ti perda nessun passaggio che la vita offre.
Tieni il cuore sospeso, tra la polvere e il cielo, così che sia sempre pronto a volare, verso l’oltre.
Tieni il cuore leggero, perché ciò che pesa abbassa i tuoi occhi e rischi di perderti la bellezza che ti circonda.
Tieni il cuore verso la luce, mai contro, così che lo scatto di un giorno sia limpido, chiaro, dettagliato e non sfocato, buio.
Tieni il cuore vuoto da ciò che ti allontana dalla vera felicità, non riempirlo di pane che non sazia o di bevande che non dissetano.
Tieni il cuore!
Stretto.
Dentro.
Vivo.
Abitabile.
Pieno di luce.
Solo così verrà il Bambino, adagiandosi, sospeso tra il cielo e la terra a bussare alla tua porta.
Tieni aperto il cuore.
È lì che viene Dio.
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L’asino, a quel tempo, era un compagno di viaggio fondamentale e irrinunciabile. Sappiamo che Maria, incinta, viaggiò verso Betlemme proprio in groppa a un asino, quindi è logico pensare che, quando nacque Gesù, fosse lì con loro. L’asino è simbolo dell’umiltà.
“Gesù disse: venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore. Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero”
(Mt. 11,28-30)
Se Dio è Amore, non può che essere UMILE. L’umiltà è farsi piccolo di fronte a chi è più piccolo.
L’amore è umiltà, è capacità di servire la vita dell’ultimo e del povero, di chi non può ricambiare, di chi non è capace di reciprocità.
A Natale, nella nascita di Gesù bambino, Dio dice un “ti amo” incondizionato all’uomo e lo dice nella sua essenziale umiltà.
È nell’umiltà che si trova l’anima dell’amore di Dio e nostro.
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“U’ vov e u’ ciucciaridd,
cu lor fiot
l dain calor”
(Il bue e l’asinello,
con il loro fiato
gli davano calore)
Recitavo così in una poesia imparata a scuola elementare, durante una recita di Natale.
…. Che ricordi!
Se dovessi immaginare il bue e l’asinello insieme li vedrei in perfetta armonia e sintonia tra loro.
Si, in *ARMONIA*, come le note di un pentagramma suona questo cammino che stiamo facendo verso Dio.
Ci senti? Senti come i nostri cuori intonano la melodia dell’attesa?
Eccoci, in accordo, tuoi strumenti, in sintonia, orchestra dell’amore Tuo.
Ci vedi? Vedi come i nostri colori dipingono la tua tela? Come i nostri cuori, dalle mille sfumature, si armonizzano?
Guardaci! In un “noi” siamo opera buona delle tue mani. In armonia tra noi siamo Tua creazione perfetta.
In questo cammino, che sintonizza i nostri cuori, si concretizza la magia del Natale.
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“L’angelo disse: Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia, cha sarà di tutto il popolo. Oggi è nato un salvatore” (Lc. 2,10-12)
L’angelo ANNUNCIA una meraviglia ad un gruppo di pastori, quasi addormentati.
Tra le tante parole che ti fanno sentire dove sei, l’angelo annuncia qualcosa di grande che ti smuove, che ti rimette in piedi, che ti fa sentire e vedere che hai un cuore e che non sei solo un guardiano di pecore.
La nostra vita è destinataria di annunci bellissimi, di grandi sogni e grandi meraviglie, per questo non possiamo accontentarci di vivere “chiacchierando”, sperando che passi presto la notte.
Il Natale serve per dirci chi siamo e a cosa siamo chiamati.
Prendiamoci un po’ di tempo e rallentiamo per “incarnare” questi preziosi attimi d’attesa.
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Quante volte abbiamo sperato di vedere un segno, un miracolo, una prova. “Se mi rispondi esisti, se non mi ascolti sei solo un’idea”.
Quante volte abbiamo desiderato che ti scomodassi per nostra volontà, che realizzassi per noi i nostri desideri.
Segni.
Se tu tornassi qui a rimettere ordine in questa terra, a dare una prova che ci sei, che non sei distante da noi.
Un solo segno, perché questa umanità creda in te. Uno!
No. Non ne abbiamo bisogno. Non abbiamo bisogno di segni di terra e cielo per credere che Tu ci sia. Abbiamo conosciuto l’Amore e abbiamo trovato Te.
Abbiamo bisogno di SOGNI.
Donaci sogni da realizzare, Signore! Ispiraci sogni ardenti che brucino nel nostro cuore; sogni d’amore perché non si spenga la lampada del nostro cuore, affinché possiamo vegliare la Tua venuta con un cuore trepidante.
Non segni… ma sogni, per arrivare a Te.
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È facile SMARRIRSI qui.
Facci sentire la Tua voce, facci sentire il battito del Tuo cuore fare eco tra le montagne, noi sapremo riconoscerti e ti attenderemo.
Tu però, non smettere di cercarci, pastore.
Non smettere di chiamarci per nome nei campi.
E se delle volte saremo distanti e persi nella notte, Tu fa’ brillare un po’ più forte la stella nel cielo perché possiamo seguirla e venirti incontro.
Tu non smettere di cercarci e ci troverai, pecore vaganti tra polvere e stelle, in viaggio, verso l’Amore. Quello vero.
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È strano lo SPAZIO in questo tempo.
Può essere vuoto, come la mangiatoia nei nostri presepi o può essere pieno, come il ventre di chi è in attesa.
Eppure sono lo stesso tempo!
Il vuoto attende di essere riempito e la pienezza che attende di donarsi.
Pieno e vuoto.
lo, dove ho posto lo sguardo?
Cosa sto guardando in questo cammino?
Tengo lo sguardo fisso su una mangiatoia vuota, su ciò che non c’è o esulto davanti a qualcosa che cresce lentamente nell’anima, come un grembo gravido, un germoglio?
Silenzio.
Quante volte quel vuoto che sentiamo nell’anima è solo un piccolo gesto da fare: voltáti!
Attendi e voltáti!
L’attesa è uno spazio pieno, riempito da Dio.
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Ma che ci fai ancora sdraiato, seduto, coricato, nascosto? Alzáti! Ora che qualcuno sta per rivestirci di luce.
Non temere quel vuoto che apparentemente senti, alza gli occhi!
Perché quell’inquietudine è lo spazio in cui Dio si manifesta.
Non stare lì seduto, guarda le stelle! Oggi l’infinito ti chiama per farsi trovare.
Mettiti in cammino, anche se non capisci, anche se “non senti”.
Va! Perché è la gioia piena che ti attende alla fine del deserto. È un sogno d’amore infinito che trovi tra le insidiose dune di sabbia.
Cerca la ragione incomprensibile dei segni che trovi nella tua vita, ché ogni stella che attraversa il tuo cielo conduce a Lui.
E non avere paura di sbagliare rotta, perché Lui, anche nelle notti più buie, è pronto ad inviare segni, angeli, sogni.
E allora alzáti!
Alzati sognatore!
Va’, andiamo, un cuore solo, un’anima sola, un solo sogno, in CAMMINO VERSO IL CIELO!
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La LUCE delle lampade dei nostri cuori sembra cosi fievole, insufficiente davanti al male che dilaga intorno.
Cosa posso fare io di fronte a tutto questo???? Nulla.
lo non posso nulla…da solo.
Ed è per questo che oggi più che mai è necessario avvicinare le nostre piccole fiammelle per essere incendio d’amore, incendio di pace.
Essere, in unità, il fuoco acceso atteso da Dio.
Una candela nel suo angolo non illumina che un pezzetto, ma INSIEME possiamo portare il giorno nella notte più buia.
Abbiamo tutti una grande responsabilità nel mondo: essere portatori sani di luce.
Allora alziamo le nostre lampade, portiamo la nostra luce e uniti e silenziosi gridiamo PACE!
#waitingforchristmas #natale2k23
Ti rende coraggioso e dolcemente incosciente l’amore, ti trovi a fare l’impossibile, l’impensabile.
C’è un coraggio inaspettato nell’amore, una prontezza che ti meraviglia.
Dev’essere stato questo, quando Dio ha chiesto a Maria una follia e lei, senza troppo esitare accetta la pazzia di Dio!
E noi che, davanti a quelle cose che per la loro intensità ti fanno tremare la terra sotto i piedi ci chiediamo sempre…
Ma come ho fatto?
L’ho fatto davvero?
Sono una pazza!
Sono stata così incosciente da rispondere prontamente “sì” senza realmente comprenderne la responsabilità, l’importanza.
Chissà, Maria, qual è stato il momento in cui hai preso coscienza della folle fiducia in Dio.
Ti sei resa conto subito dell’immensitá di quel sì?
Chissà se i miei pensieri sono stati anche tuoi.
Poi volgo lo sguardo a Dio e non posso che arrendermi davanti ad un amore così grande, incomprensibile, assurdo.
È vero… c’è un coraggio inaspettato nell’amore, una prontezza
che ti meraviglia: è un “SI” la piccola, grande, immensa risposta
ad un amore che non si può trattenere.
Un SI!!!
#waitingforchristmas #natale2k23
Come vorrei essere in grado di amare anche solo un briciolo di come siete stati capaci di amare voi.
Come vorrei essere capace di fidarmi di Dio con lo stesso ardore con cui lo avete fatto voi.
E come vorrei, imparare da te Giuseppe, a dare retta solo al cuore. Di amare così tanto fino al punto di lasciare andare, proteggendo.
Di infrangere la legge per la sola legge dell’amore.
E non pensare solo al mio dolore, alle mie ferite, ma sanarle con la sola ragione d’amare.
Ci penso sempre al tuo cuore nel vedere crollare i tuoi progetti, lo smarrimento nel vedere finiti i tuoi sogni.
Che coraggio avete avuto nel lasciare che le vostre vite venissero così pienamente colmate di Dio!
Quanto amore c’era nel vostro cuore per poter essere la casa di Dio?
Insegnateci ad amare così come voi:
Umanamente.
Divinamente.
Per scelta.
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Siamo un po’ tutti persi qui.
A stento riusciamo a trovare qualche notizia positiva tra i post dei social e i titoli dei TG.
C’è ancora chi continua a morire in mare, ancora troppi bambini nascono e muoiono sotto il rumore assordante delle bombe.
Il mondo cambia in fretta e ci sentiamo sempre troppo in ritardo e corriamo corriamo, verso cosa, verso dove, non lo so.
“A me del Natale non frega proprio niente”, “ora ci togliamo pure questo Natale…”
Esce continuamente dalla bocca di chi incontro. E io mi sento sempre un po’ ferita, smarrita, davanti a questa umanità che si perde pezzo dopo pezzo.
Eppure il Natale io lo sento… Eppure la “magia” del Natale riesce ancora a darmi la profonda speranza che in questo mondo è venuta e tornerà la luce vera a rischiarare queste incomprensibili tenebre.
Che tutto non è perso…
Perché poi ecco la voce soave si un bambino che intona un canto natalizio di quelli classici, tradizionali…
Mi basta una nota e tutto intorno assume il calore di sempre.
Una sola nota per sentire tutta l’ATMOSFERA natalizia.
A me del Natale importa!
Perché in questo viaggio vado incontro a Qualcuno, incontro a
Qualcosa.
In questo tempo, mentre sembra impossibile trovare un pizzico di luce, fa’ che glia altri vedano, sentano in te la gioia del Natale.
In questo tempo, sii tu…atmosfera natalizia!
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